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16/11/09

La camicia a quadri




Dopo quasi un anno riascoltando gli Scisma.
Sono tornata in questo posto pieno zeppo di dubbi, di paure e di piccole emozioni traballanti.
Conosco quelle parole anche senza rileggerle più volte e conosco i giorni che sono passati per non tornare più.
In questi ultimi mesi tutto sta tornando a qualche anno fa. Anche il mio peso (non)forma. E dovrei smetterla di mangiare come dovrei smettere di non fare pressocchè quasi nulla. Quando qui c'eri tu in due si stava meglio. Vorrei trasferirmi in una casetta piccolina nel verde dell'Umbria, tra gli alberi e l'odore buono del mattino. Andare a lavoro di mattina presto e tornare con la voglia di raccontarti quello che mi è successo e di come una mia collega sia inciampata su un ramo sbucciandosi un ginocchio. Ora mi preparo una zuppa per cena o magari forse sarebbe meglio non mangiare quasi nulla se non una bella mela rossa mentre guardo la tv. La mia stanza non è per nulla luminosa, la luce del mattino qui è di un grigiosmog che ti fa venir la tosse, questa terra non è più illuminata dal sole buono. Questa terra sta marcendo e non fruttifica più. I fiori sul mio balcone muoiono e anche il pescerossocombattente di mio fratello ormai si è arreso. Qui ci circondano tosse e malattie, mentre io vorrei ascoltare ancora una volta lo stridere insistente degli uccelli la mattina. Come facevo da piccola. Vorrei vivere in Umbria oppure mi accontento di un giro in montagna. Ho bisogno di assaporare l'aria fresca e calpestare le foglie cadute giù, ho bisogno di capire che gli alberi ancora esistono e che quando il vento soffia dolce producono un suono orchestrale. Prima che venga la neve ho bisogno di sedermi sull'erba, sono stanca dei moscerini che gironzolano per casa. Sto cercando di rendere la mia stanza piacevole,ma ogni tentativo è vano appena apro la finestra e tiro via le tende. Il degrado non rende tranquilli. E appena giro l'angolo di casa mia ci sono televisioni in bianco e nero/lavatrici/poltrone e un materasso a pois. Rifiuti piccoli ai bordi delle strade che accumulandosi diventano ingombranti e rifiuti ingombranti che ormai nessuno ci bada più. Le televisioni rotte diventano rifugi per gatti randagi ed insetti nelle giornate piovose. Io resto chiusa in casa. Ingrasso e sto seduta davanti a questo pc. Non ho voglia di uscire per vedere quanto è brutta la mia città e il cemento e le urla di persone che conoscono solo quel modo per comunicare. E mi ricordo dei tanti pomeriggi di un anno e mezzo fa passati in giro con te. Delle risate ritrovate e della gioia che mi sono ricordata di saper provare. E pensavo " ma chi diavolo sei tu?" quando ancora non sapevo leggere nei tuoi pensieri E mi ricordo dei posti che ho scoperto, l'incanto e lo stupore di quei giorni. Giorni raccontati qui ma che custodisco tra i miei pensieri più belli e ne ricordo ogni piccolo particolare. Pizze sotto la pioggia, urla e corse senza pensarci un attimo su. Ora sono chiusa in questa stanza, ingrasso , ingrasso e non ho voglia di uscire. Non riesco a camminare, mi senti una zavorra incredibile che mi tiene ferme le gambe che mi fanno male. Io mi ricordo di quando siamo andati a vedere le mongolfiere, di quando con te ogni sera si partiva senza sapere dove saremmo arrivati e se la benzina sarebbe bastata! E i concerti e i balli gitani. Il cappello che ti ho comprato non lo metti più. Perchè?