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06/11/11

Brautigan


Saccenti di qua, saccenti di là.
Cotanta sapienza usata solo per compiacere di qua e schernire di là.
La misura è colma. Io sono la mente che cancella e ho bisogno di un paio di orecchie nuove per soffocare la mia insofferenza. Lo stile di vita imposto a priori, le inderogabili decisioni sul futuro altrui e stare scomodi a stare seduti mentre i piedi mettono radici. Marciremo. Strade, troppe da percorrere e chilometri di aria. La confusione di giornate stanche ed annebbiate e un domani che tarda ad arrivare. Ci provo vero a trovare un'uscita di sicurezza, ma lo sai che fallisco sempre quando la mia mente è distratta dall' immaginario. Non è questione di alluvioni, nè di frane o eventi sismici improvvisi, è la terra che scompare sotto i piedi , risucchia i propositi e sputa fuori cattive abitudini. Progettare una vita felice quando le pareti trasudano umidità e marciume, inventare una vita possibile quando le scelte si approssimano allo zero. Come riuscirai a disegnare la tua esistenza senza un minimo di prospettiva? Respingere , respingere , respingere per ritrovarsi in mare aperto. Cosa vedi quando pensi ad una casa? Io vedo un quadrato di legno che galleggia infracidito in mezzo al mare. Ho bisogno di dissociarmi, ho urgenza di un distacco. Convivenze imposte, immaginate, convivenze mal tollerate e  il richiamo di un abbraccio. Tre ore di autostrada per approdare ad un nuovo ammuffire. Polvere, gelo e il calore che è altrove, il dsordine delle cose e il bisogno di ascoltare le tue parole.