Free Printables

30/11/10

Misunderstanding


Sono fiera di me quando le persone non mi capiscono.
Vuol dire che ho fatto un buon lavoro.
Ora però mi guardo un film
sguazzando nell'autocompiacimento.

Credere nel vuoto


Chi è fiero della propria paura osa tendere cavi sui precipizi;
si lancia all'assalto dei campanili;
allontana e unisce le montagne.
Ecco il viaggio da fare: alzati quando il filo si mischia alla carta del cielo.
(Philippe Petit)

un due tre stella!


dubito che riuscirò a ricordarmelo a meno che
dubito che se ne accorgeranno
dubito che ti possa interessare
dubito che continuerò a scrivere con la stessa frequenza
dubito che continuerò a svolgere qualsiasi attività con la stessa attenzione
dubito di riuscire a trovare l'abbinamento adatto
dubito di riuscire a resistere alle temperature berlinesi
dubito di riuscire a sorridere a gente che mi sta sul culo
ecco perchè con te sono sempre così seria.
beh, peccato.
 




Procrastination from Johnny Kelly on Vimeo.

29/11/10

Macro


Mi mancano le escursioni fotografiche. Non avevamo grandi pretese, ma scrutavamo attenti il paesaggio in cerca di particolari da mettere a fuoco. Tu sei sempre stato più bravo di me, che i girasoli erano alti e il sole mi bruciava la pelle. Qui non si è mica fotografi, si cercano emozioni e spiragli di luce, si cerca di non dimenticare e di portare via. Rapire, catturare. Ho bisogno di esercitarmi ancora in queste attività per puro diletto. Non sono  brava quasi in nulla, ci ho provato però. E poi è così tutto stereotipato che ti passa la voglia, non sia mai gli altri credano che tu voglia definirti fotografo. Troppa gente lo è. Macchè io lo faccio per la mia anima non per la gloria. E' per quello che portiamo al collo delle scatole magiche no? Te ne sei dimenticato? Andiamo insieme, da sola la folla mi intimidisce ma con te no. Ti spingo avanti e tu (come al solito) mi scatti foto a tradimento. Io giuro che non me ne accorgo mai. Sei bravo tu, sei bravo. E anche carino con quella barba e il giubbino a quadroni.


28/11/10

vorticosamente


Esercizi mnemonici esercizi mnemonici esercizi mnemonici.
Rievocazioni storiche di pratiche sessuali moleste.
Repressioni storiche e inquisizioni umorali.
Balleremo il tango anche se non sappiamo farlo
e ci burleremo dei giorni passati nell'inadeguatezza.
Dimenticheremo presto e bene e ci concederemo
nuove vacanze inondate di  nulla.

Tu splendi insieme a me.

27/11/10

di letti e concerti


Ho bisogno di un letto ad una piazza e mezzo.
Dormire in due su un letto singolo è puro masochismo.
Ne va della mia colonna vertebrale. Stanotte ti prendo a calci e ti butto giù, che il letto è mio e ci devo dormire comoda. E' una guerra fredda come dice qualcuno. Certe canzoni istigano alla violenza. E le sfighe dei concerti che iniziano in orario quando tu sei in ritardo,  e il sonno che sopraggiunge proprio quando stai cercando di terminare un inutile post su un inutile blog . Vabè i pensieri sono confusi, mi si chiudono gli occhi. Buonanotte e che siano maledetti gli Offlaga Disco pax.



e tutto si distacca


Collettivo Neosensibilista Contrario alla Democrazia  nei Sentimenti.
Tutto il resto è desistenza.



a stasera.



Autoreferenziale




Io sono sempre presente
son disposto a qualsiasi bassezza
per sentirmi importante
devo fare presto
esaltato da questa mania
di affermarmi ad ogni costo
mi inflaziono, mi svendo
io voglio essere il centro del mondo.

Io non rispetto nessuno
se mi serve posso anche far finta
di essere buono
devo dominare
sono un essere senza ideali
assetato di potere
sono io che comando
io devo essere il centro del mondo.

Io vanitoso, presuntuoso
esibizionista, borioso, tronfi o
io superbo, megalomane, sbruffone

avido e invadente
disgustoso, arrogante, prepotente
io, soltanto io
ovunque io
 

26/11/10

No Tears

La Triade Oscura


Era meglio se nascevo uomo.
Almeno potevo menarmela con sta storia della Triade Oscura.



24/11/10

Il libro dell'inquietudine


Amiamo solamente l'idea che ci facciamo di qualcuno. È un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell'amore. Nell'amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell'amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un'idea nostra. [...] Perfino l'arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente "ti amo", o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l'attività dell'anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell'illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella platea della mia coscienza. [...] Vivere è non pensare.



Fernando Pessoa

se 2+2

questo blog non se lo caca nessuno,
proprio come la sottoscritta.
Beh, almeno posso dire che mi rispecchia perfettamente.

23/11/10

Restano stanze vuote


Emi-Dio Clementi.
Ne vogliamo parlare?
Il 4 dicembre vedrò i Massimo Volume live per la seconda volta e già sono in preda a violenti stati di eccitazione.
Si.

Chiudiamo dentro scatole pezzi di vita andati, restano stanze vuote.


22/11/10

Sottili Strati di Epidermide

Ogni stretta di mano è un livido. Come cingere forte i fianchi e le gambe dai capillari deboli. L'anatomia e il fluire dell'emoglobina, il violaceo e tardivo affiorare delle ecchimosi. In profondità. Stetti i polsi per bloccare la circolazione: sento le pulsioni, i battiti e l'affanno. Leccarsi le ferite e gioire alla vista del sangue. Nessuno svenimento, solo l'attesa. Le tue rivendicazioni da cordone ombelicale, gli spasmi e l'incrociarsi delle gambe e delle braccia. Fegato contro fegato, tagli diagonali. Riaffiorano i graffi, riaffiorano le tensioni, ma se riesci a stringermi fino a non farmi respirare più sto bene.

15/11/10

Incastra pezzi di me con le istruzioni dell' Ikea


Pezzi di me gialloblu. E qui siamo tutti disoccupati, apriranno nuove sedi di scatole svedesi, certo certo, l'hai fatto il colloquio tu? L'esercito dei cacciaviti lo chiameranno: soldati sottopagati con contratto a scadenza bimensile. Stagionali che si occuperanno di posizionare renne rosse fatte di bastoncini di legno sugli scaffali appositi.
E le  decorazioni natalizie.
Ma no! Compra quelle dell' Ikea che sono cool! Basta con questi gesùcristi e le madonne, ci vuole un glorioso blocco intestinale causato dalle polpettine. Ma lo sapevi che nell' Ikea berlinese non usano i bicchieri di plastica per spillare quella cocacola di provenienza sconosciuta? Si, loro hanno la coscienza verde e usano i bicchieri di vetro, mica come noi napoletani. Spa-z-zatura.
Allora che fai ci vai a comprare il mobiletto bianco a 19,99 euro? E' in promozione!
Poi la corsa coi carrelli, mi manca l'ebrezza adolescenziale con cui mio padre montava sul carrello, si dava la spinta e correva. Sembrava di essere in una pubblicità americana. The Truman Show afragolese.
Allora a che punto sei? incastrato le vertebre? attento a non sbagliare verso che poi non mi reggo in piedi.
C'è bisogno di qualcuno che mi ripari, chiamo l'assistenza.
Si che si può! c'è scritto anche sul foglietto di istruzioni.
-Pronto?
-Qui è il servizio clienti Ikea, desidera?
-Aggiustate le persone?
-No, mi spiace, ma se non è contenta del prodotto può restituirlo imballato e riceverà un buono da spendere al ristorante.
-Oh si, quasi quasi mi riconsegno imballata in cambio di una porzione maxi di polpettine.


 

Marion





Ecco, è finita, neanche una stagione. Neppure stavolta ho avuto il tempo di portare qualcosa a compimento.
Il mio sogno del circo, dieci anni, un bel ricordo.
Questa sera è l’ultima col mio buon vecchio numero.

E poi è anche luna piena. La trapezista si rompe l’osso del collo...
Sta’ zitta, zitta…
(...)

Il tempo guarirà tutto.
Spesso parlo da sola, solo per imbarazzo in momenti come questi, come adesso.
Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?
Come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora.
Vivere, basta uno sguardo.

Il circo mi mancherà.

È buffo, non sento niente.
È la fine e non sento niente.
Devo disabituarmi ad avere cattiva coscienza quando non sento niente.
Come se il dolore non avesse un passato.

Tutta la gente che ho conosciuto, che resta e resterà nella mia memoria; finisce proprio mentre sta per cominciare. Era troppo bello per essere vero.

Finalmente fuori, in città.
Chi sono io, chi sono diventata?
La maggior parte del tempo sono troppo cosciente per essere triste.

Ho aspettato un’eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa.
Poi sono andata all’estero.
Qualcuno che dicesse: “oggi ti amo tanto”, come sarebbe bello.

Devo solo alzare la testa e il mondo si apre davanti ai miei occhi... mi sale nel cuore.
Quando ero bambina volevo vivere su un’isola. Una donna sola, potentemente sola.
Sì... è così.

È tutto così vuoto, slegato.
Il vuoto, l’angoscia...
Angoscia, angoscia, angoscia.
Come un animaletto che si è perso nel bosco.

Chi sei tu??
Non lo so più.
So solo che non farò più la trapezista.

Basta col trapezio. Le decisioni improvvise, alle quali si crede.
Ma non piangere, veramente l’ultima cosa da fare è mettersi a piangere.
Succede così.
Dipende; non è mica sempre tutto così come si vuole.

Così vuoto, tutto così vuoto…

Che devo fare? Non pensare più a nulla. Semplicemente esserci. Berlino.
Qui sono straniera e tuttavia tutto è così familiare.
In ogni caso non si ci può perdere, si arriva sempre al muro.

Aspetterò davanti a un cabina fotografica automatica, aspettterò e verrà fuori una foto con un altro viso.
Così potrebbe cominciare una storia.
Delle facce, ho voglia di vedere facce.

Forse trovo un posto come cameriera.

Ho paura di questa sera.
È idiota.
L’angoscia mi fa male perché solo una parte di me ha l’angoscia e l’altra non ci crede.

Come devo vivere?
Forse non è per niente questo il problema.
Come devo pensare?
So così poco.

E forse è perché sono sempre così curiosa.
Talvolta penso in modo così sbagliato perché penso…
Come se parlassi contemporaneamente a qualcun altro.
All’interno degli occhi chiusi…
chiudere un’altra volta gli occhi.
Allora anche le pietre sono vive…

Stare in mezzo ai colori; i colori, le luci al neon nel chiaro della sera; il metrò rosso e giallo.

Devo solo essere pronta e tutti gli uomini del mondo mi guarderanno…
Nostalgia, nostalgia di un’onda d’amore che salga dentro di me.

È questo che mi rende sempre così incapace: l’assenza di piacere.
Il piacere d’amare…

(Monologo di Marion - Il cielo sopra Berlino)

14/11/10

Straccia quella pagina dal bestiario e conservala nella tasca posteriore dei jeans.


Mal tollerare la sola presenza di soggetti che sembrano appena usciti dalla saletta di un ospedale psichiatrico dopo una bella lobotomia. Mi sembra di tornare a quando ero adolescente, circondata dalla stupidità. E tutti parlano sempre delle stesse cose, e tutti ridono sempre alle stesse battute, e tutti lasciano scie di bava sempre nella stessa direzione. Ne ho la nausea. A sentire il suono di certe voci che ripetono all'infinito onomatopee e monosillabi, in un tuonare di risate inebetite, mi si frantumano i neuroni. Ho il lobo frontale che esplode e vorrei tapparmi le orecchie e urlare: "aaahhhhhhhhhhhhhhhh".
No non lo tollero, non ci riesco, mi viene di stare male, di dire "andiamo via andiamo via andiamo via andiamo via" Vado in paranoia, c'ho l'ansia e sudo freddo. Mi stai sulle palle ma lo capisci o no? E non c'è nessuno con cui scappare fuori, sedersi sui gradini e parlare di stragi e di omicidi. Nessuno con cui dividere il tuo tasso alcolico, nessuno che ti giustifica se vuoi vederci doppio che almeno è divertente. Al mio tre scappiamo in fondo al viale e chiediamo un passaggio sul ciglio della strada per andare al mare di notte. Ci stai? Perchè no. E l'azzurro del  tuo cuore e i cori da stadio e le passioni omologate. Non si tratta di cattiveria per sentirsi fighi, ma di sano cinismo utile alla sopravvivenza in contesti di sterminio cerebrale. Me lo passi il tuo pezzo di carne che ho un buco nello stomaco? Fai pure mangiati anche le mie dita già che ci sei. Si beh, trovo molto interessante il cannibalismo dal punto di vista etico ed esperenziale. Proviamo? Masticarti mi piace, almeno potrò dire di conoscere il tuo sapore.
L' altra sera notavo il tuo modo impacciato di parlare e ripetere ossessivamente le stesse due parole in fila.
Mi divertiva. Ti difendo io dalla massa di ominidi in cardigan e camicia Harmot&Blaine. Eccole lì che saltellano in gruppo da un albero all'altro, mi sembra di vederle quelle scimmie che banchettano.
E i rituali di corteggiamento e il sesso di gruppo.
Ritmi tribali ritmi tribali ritmi tribali, di questo c'è bisogno.
Carne da macello, sono carne buona per il macello. Da sgozzare in fila come quel film di Fassbinder tanto odiato dai vegetariani. Vi odio vegetariani, l'assassinio è un rito sacrale che non riuscite ad apprezzare. E poi c'è che anche io sono piena di debolezze, gioisco immensamente nel distaccarmi da situazioni più che terrene.
I nonsense e i tuoi versi animaleschi, allusioni storiche e capelli ricci da arrotolare.
Portami via da me. Non mi sopporto più.



 

11/11/10

tesi che ostacolano le partenze

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.
Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”

Vai con la compensazione e l'odio per quello che non si può avere


Oggi è una di quelle giornate che ti svegli già cagata il cazzo perchè una mosca deforme ti ha ronzato nell'orecchio per tutta la mattina mentre tu cercavi di riprendere a sognare i tuoi miseri sogni inconcludenti.
Ti alzi bestemmiando le madonne e arrivi in cucina per preparare il caffèlatte. Scopri che i tuoi "coinquilini" hanno appena fatto un profumato caffè senza conservartene neanche una goccia e ti cagi il cazzo ancora di più. Ok.
Dopo la pausa bagno, che nemmeno una doccia ti leva lo scazzo accumulato nei precedenti 15 minuti, guardi una lucina rossa che lampeggia in fondo al corridoio: "Hai da stendere milioni di panni, te ne eri dimenticata?" urla la lavatrice facendoti l'occhiolino con quella fastidiosissima spia luminosa.
I piatti del giorno prima, montagne di acciaio inox che non aspettano altro che di essere sgrassate da te.
Dai dai dai! strofina le tue piccole manine rovinate che poi odoreranno di Cillit Bang! Ma fuori c'è il diluvio, piove è grigio e tu non hai le scarpe adatte per uscire a comprare un paio di scarpe nuove.
I panni di un'intera famiglia li stenderai tra un  po'.  Accendi il pc e ti ricordi che hai da leggere due libri in una settimana per colpa di uno pseudoprofessore nano distaminchia che non sa fare il suo mestiere, pensi: " il caffè lo faccio dopo ora controllo la posta".
Nulla di nuovo.
Chiami il tuo ragazzo che ti confessa che ha problemi ad andare in bagno nella maniera più dolce di questo mondo e nella tua testa ronzano le parole "che giornata di merda che giornata di merda che giornata di merda".
La mosca aveva capito tutto. 
Cerchi conforto esprimendo le tue perplessità sull'esistenza ad uno che si trova in un'altra nazione e che dovrebbe stare ad ascoltarti, ma non ne ricavi soldarietà. Solo frasi del tipo " se stai sempre al pc non la scrivi la tesi!"
GENIO!
cazzo sei un G E N I O!
siete tutti G E N I !
ma la lampada dove la nascondete? Tra le chiappe?
La giornata marrone prosegue senza che tu riesca a darle forma compiuta, tra incidenti domestici e riletture veloci su forum in cui scopri di essere stata presa in giro per aver ingenuamente citato due volte il tuo fidanzato berlinese (acquisito), in una discussione in cui tra l'altro si parlava delle temperature di Berlino.
Ma che la gente ci gode a sminuire gli altri? Si, lo fai sempre anche tu e ci godi da matta!
Il sarcasmo e la cattiveria sono il profumo della vita.
"No macchè. Ora mi tocca scrivere sul blog per cercare di scaricare lo scazzo accumulato"
Apri e leggi quello che hai scritto alle 23:00 del giorno prima e pensi :
"Ma chi cazzo è che mi ha hackerato il blog e ha fatto il copia/incolla di un libro malriuscito di Fabio Volo?
Ma che merdaccia è? Ma che l'ho scritta io? E non sono morta per una crisi iperglicemica?"
Si lo so, me lo hanno detto in molti che ho degli sbalzi di umore allucinanti.
Non sopporto me stessa oggi, figuriamoci il fotografo di fronte che al primo piano ha allestito un set per girare filmini pornografici.
Devo riscrivere la tesi in una settimana e delle dighe indiane non me ne frega proprio più un cazzo.

Tristissima la nuova foto col cane


Oggi ci vestiremo come per prepararci al gelo con sciarpe pesanti e paraorecchie colorati e poi andremo a scalare le montagne. La solitudine alientante degli spazi virtuali non può essere barriera al punto da non riuscire più ad immaginare altri scenari. Dove andremo?  In posti dove non ti sentirai solo e il gelo sulle guance farà parte del risveglio e a sentire il calore delle mie labbra che ti sfiorano le orecchie ti verrà da sorridere. Allora io per non morire di brividi ti inviterò a correre fino all'albero liggiù ma non indosserò baffi disegnati e un cappello più grande di me. Ci avvolgeremo insieme in calde sciarpe di lana che mi hai regalato e faremo la conta dei fiocchi di neve che si sciolgono cadendo prima di toccare il suolo. E le lastre di ghiaccio mi faranno scivolare quattro volte e rideremo per il mio modo buffo di camminare e perchè a cadere ci vuole davvero poco. Sono affascinata dai rami e dalle foglie, dalla loro vita e da quella che ospitano al loro interno, quando muoio vorrei essere racchiusa in un albero come in quel libro che ho letto al quarto ginnasio ma non ricordo l'autore. E rinascerei ad ogni primavera, forme nuove e molteplici profumi diffonderei nell'aria. Ultimamente dormo poco te ne sei accorto?vabè tienimi le mani che sono sempre fredde. Il cuore no, si lo so che dovrebbe essere caldo ma è tiepido quasi sempre anche se ci appoggi la mano su. Alle volte sembra essere morto, ma tu tienimi le mani che ritornerà a battere, è il freddo che lo fa fermare in questo luogo abitato dai cadaveri. Ti è ritornata la voglia di scrivere e la notizia mi ha sorpreso e leggendo il tuo racconto mi sono ricordata di TE. No, non sei altro sei proprio tu che scrivi del muro, di Marx ed Engels e di quando eri bambino. Come quella vecchia polaroid in cui hai il cappello rosso. La solitudine fa tornare la voglia di dare forma al flusso dei pensieri. Ci ritroviamo in attimi di silenzio e i pensieri si appesantiscono di ricordi e non possiamo farli sparire in questo modo. C'è l'esigenza di ricordare quello che proviamo e lo scriviamo freneticamente senza badare alla punteggiatura. io e te. Hai ricominciato anche tu grazie a dio, come al solito scegli parole migliori delle mie. Hai detto che sei genio e sregolatezza e io ti ho preso in giro e te lo sei meritato.
Ore 23:00.
Stanotte non prendo sonno senza di te, forse perchè al telefono mi sei sembrato cupo e io ho paura. L'inverno lo passeremo insieme e andremo in quel parco berlinese di cui mi hai raccontato. Quello dove c'è la battaglia con le palle di neve. Ci faremo male. Ci faremo del male. Spero di no. Buonanotte a te, ai miei pensieri, alla mia insonnia, ai miei dialoghi inespressi. Io riposo qui, nell'immobile.

10/11/10

Diafano


com'è tutto così lontano dalla volgarità odierna..


08/11/10

Le ragazze


Mi vengono gli starnuti e il prurito  e mi pizzica la gola e c'ho i conati di vomito quando leggo ogni due minuti di ragazze che sottolineano il fatto di essere ragazze. Che siate donne uomini gay lesbiche o cani poco mi importa, io analizzo l'essere umano in  quanto tale, anzi preferirei essere un cane e non una ragazza.


spè fermo.


non riesco a trovare un blog che valga la pena di leggere in questa merda di Splinder.
No ma non è che è grave. Bah.

Oh toh guarda! un fiume in piena sotto il mio balcone!


IO: due minuti fa ero in preda ad un attacco fulmineo di romanticismo
VNC: passata?
IO: passata. Come dire di no a tante lusinghe?
VNC: hai la pelle grassa e il culo peso ecco perchè dire di no.
IO: ci saranno sempre umani migliori di me, ma oggi mi sento onnipotente.
VNC: amen.
 

07/11/10

ma se i tuoi occhi fossero ciliegie, io non ci troverei niente da dire


Fuori piove a dirotto e io sono figlia della pioggia. Ascolto De Gregori pensando a te e ai mille me. Dalla finestra butto un occhio involontario e vedo sporadici ombrelli passeggiare per la strada. Colori poco saturi e scarsa profondità di campo non aiutano la mia assonnata fantasia. Magari leggo un libro, magari finisco di scrivere di dighe indiane e luce elettrica in un paesino chiamato Bilgaon. Mio fratello presto si farà un tatuaggio di cui mi sfugge il significato perchè io al posto suo mi tatuerei una mongolfiera dietro la schiena. Mi dici che sono bella così anche se ho i capelli bianchi e qualche ruga. Io non ci credo però. Oggi mi sei sembrato impaurito, come va senza di me che non ti aiuto a perdere tempo? Lo perdi lo stesso? Ci pensi al futuro? Io ho paura. Fuori piove come cascate e io ho rifiutato l'invito ad uscire. Mi avevano invitato e io ho risposto grazie no. Non ricordavo mi piacesse così tanto Erri De Luca, giro per la rete, controllo gli avvenimenti a cui non parteciperò e mi distendo sulle pagine del libro. Pagina 72 si parla della vanità virile dei marinai e tutto si ricollega. Quando leggo nei mezzi pubblici mi immedesimo fino alla nausea, poi poco prima di vomitare, dopo che l'autista ha svoltato per l'ennesima volta bruscamente, chiudo e faccio l'orecchio al libro. Si lo so che non si fa, ma io i segnalibri li dimentico. Un tempo me ne avevano regalato uno. Veniva da Praga e narrava di altre storie e di altri amori e forse è stato un bene che io l'abbia perso, come è stato un bene perdere altre memorie. Sono esercizi di stile, esercizi di reset emozionale. Ne ho ancora da allenarmi e ogni tanto rispuntano pezzetti stropicciati di memorie, ma sono piccoli incidenti di percorso senza conseguenze. Vittimismo e una sorta di dolce autocompiacimento nel sentirsi meno adatti di altri cento. Hai ragione forse si, è come adagiarsi placidamente nel ventre caldo delle insicurezze aspettando terremoti che ci smuovano e non ci facciano cadere giù. Adagiarsi e dimenticarsi di vivere. Non voler camminare più. Mettere radici invece di tagliarle via. Stasera mi cucio la bocca, è da un pezzo che non passa più nessuno per strada, da un pezzo nessuno mi saluta alla finestra. Torno a leggere di dighe indiane e di fiumi prosciugati dal potere.

06/11/10


Goodnight my love
Remember me as you fall to sleep
Fill your pockets with the dust and the memories
That rises from the shoes on my feet

I won't be back here
Though we may meet again

I know it's dark outside
Don't be afraid
Every time I ever cried from fear
Was just a mistake that I made
Wash yourself in your tears
And build your church
On the strength of your faith

Please
Listen to me
Don't let go
Don't let this desperate moonlight leave me
With your empty pillow
Promise me the sun will rise again

I too am tired now
Embracing thoughts of tonight's dreamless sleep
My head is empty
My toes are warm
I am safe from harm



Sono ritornate. Invecchiate, ma sono sempre loro!


quattro anni fa scrivevo nel mio vecchio blog :



L'italiano non è mai stato il mio forte!

IO: Care vocine avete qualche commento altamente educativo da fare sull'accaduto?
VNC: La semantica considera il rapporto tra l'espressione e la realtà extralinguistica
IO: Mh. E se una persona non ha ben chiaro quale sia la realtà extralinguistica?
VNC:  Hai assunto acidi nelle ultime 24 ore?
IO: Era l'ultimo tentativo.Io mi sa che ci rinuncio.Mai una volta che si possa fare un discorso serio!Mai!


Ecco, sono ritornate pure loro. Solo questo ci mancava: il fastidioso ronzio delle vocine nel cervello.
Beh si, manca poco ma vi voglio bene uguale.

05/11/10

Le opportunità non puoi ignorarle, è immorale


Vi è mai successo di non riuscire proprio ad immaginare un futuro che non riguardi i due tre giorni immediatamente successivi? Fare progetti a lungo termine, voi ci riuscite? Io no. Pianificare cosa? pianificare. Non manco di organizzazione per una qualche scelta personale o come forma di contestazione, io manco di organizzazione perchè non riesco ad organizzare neanche le matite colorate e il caffèlatte sulla mia scrivania. E ho i pensieri confusi e non penso al domani. Ma quando? Ecco io ho una specie di convinzione mistica: tutti quelli che non hanno saputo organizzare il proprio futuro, tutti quelli che ad esempio non si sono creati una famiglia o una carriera per tempo, sono morti giovani. Io come farò a vivere il mio domani se non ho progetti? Non è possibile, quindi suppongo che morirò giovane. Si, deve essere per forza così. Altrimenti non c'è un filo logico. E non si tratta di mancanza di interessi, di passioni, di capacità: io di sogni e passioni ne ho fin troppi, ma mi manca il metodo. Le capacità, beh quelle non so come sfruttarle e non so se sono capace nelle cose che mi piacciono. E' l'abulia. Il disperdersi in mille attività diverse e non esser bravo in nulla di preciso. Il cambiare continuamente pensiero, il buco nero che c'è nella mia mente sotto la voce : DOMANI

02/11/10

Il raccoglimento


"E ora che cosa sono io? Non colui che visse ma colui che descrissi. Oh! L'unica parte importante della vita è il raccoglimento. Quando tutti lo comprenderanno con la chiarezza ch'io ho tutti scriveranno. La vita sarà letteraturizzata. Metà dell'umanità sarà dedicata a leggere e studiare quello che l'altra metà avrà annotato. E il raccoglimento occuperà il massimo tempo che così sarà sottratto alla orrida vita vera. E se una parte dell'umanità si ribellerà e rifiuterà di leggere le elucubrazioni dell'altra, tanto meglio. Ognuno leggerà se stesso. E la propria vita risulterà più chiara o più oscura, ma si ripeterà, si correggerà, si cristallizzerà. Almeno non resterà quale è priva di rilievo, sepolta non appena nata, con quei giorni che vanno via e s'accumulano uno eguale all'altro a formare gli anni, i decenni, la vita tanto vuota, capace di figurare quale un numero di una tabella statistica del movimento demografico.Io voglio scrivere ancora."
(Italo Svevo - Confessioni del vegliardo)

01/11/10

Interrupted


Quella nauseante sensazione di imperfetto, di incompiuto che di solito hanno i discorsi finiti male, o non finiti per nulla, la conosco  bene. Devo ricordare a me stessa di non ipotizzare macchinose in-compatibilità elettive poco prima di andare a letto, perchè restano pensieri conclusi male e ci si addormenta con l'amaro in gola e un perchè nello stomaco. I perchè sono difficili da digerire e si rischia di passare la notte in bianco o, nella migliore delle ipotesi, di sognare liste di nomi e risposte date con un filo di voce a persone girate di spalle. Devo ricordarmelo che le vie percorribili sono innumerevoli come l'animo di ciascuno di noi. E come le maschere. Domani quale indosserò? E tu quale sceglierai? Si tratta della vita degli altri, si tratta di mancanza di vita o di vita interrotta.

"Niente è più singolare, più imbarazzante che il rapporto tra due persone che si conoscono solo attraverso gli occhi, che si vedono tutti i giorni a tutte le ore, si osservano e nello stesso tempo sono costretti dall'educazione o dalla bizzarria a fingere indifferenza e a passarsi accanto come estranei, senza saluto né parola. Fra di loro c'è inquietudine ed esasperata curiosità, l'isteria di un bisogno insoddisfatto, innaturale e represso di conoscersi e di comunicare e soprattutto una sorta di ansiosa attenzione. Infatti l'uomo ama e onora l'uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è il frutto di una conoscenza incompleta." ( La morte a Venezia - Thomas Mann)