Oggi ci vestiremo come per prepararci al gelo con sciarpe pesanti e paraorecchie colorati e poi andremo a scalare le montagne. La solitudine alientante degli spazi virtuali non può essere barriera al punto da non riuscire più ad immaginare altri scenari. Dove andremo? In posti dove non ti sentirai solo e il gelo sulle guance farà parte del risveglio e a sentire il calore delle mie labbra che ti sfiorano le orecchie ti verrà da sorridere. Allora io per non morire di brividi ti inviterò a correre fino all'albero liggiù ma non indosserò baffi disegnati e un cappello più grande di me. Ci avvolgeremo insieme in calde sciarpe di lana che mi hai regalato e faremo la conta dei fiocchi di neve che si sciolgono cadendo prima di toccare il suolo. E le lastre di ghiaccio mi faranno scivolare quattro volte e rideremo per il mio modo buffo di camminare e perchè a cadere ci vuole davvero poco. Sono affascinata dai rami e dalle foglie, dalla loro vita e da quella che ospitano al loro interno, quando muoio vorrei essere racchiusa in un albero come in quel libro che ho letto al quarto ginnasio ma non ricordo l'autore. E rinascerei ad ogni primavera, forme nuove e molteplici profumi diffonderei nell'aria. Ultimamente dormo poco te ne sei accorto?vabè tienimi le mani che sono sempre fredde. Il cuore no, si lo so che dovrebbe essere caldo ma è tiepido quasi sempre anche se ci appoggi la mano su. Alle volte sembra essere morto, ma tu tienimi le mani che ritornerà a battere, è il freddo che lo fa fermare in questo luogo abitato dai cadaveri. Ti è ritornata la voglia di scrivere e la notizia mi ha sorpreso e leggendo il tuo racconto mi sono ricordata di TE. No, non sei altro sei proprio tu che scrivi del muro, di Marx ed Engels e di quando eri bambino. Come quella vecchia polaroid in cui hai il cappello rosso. La solitudine fa tornare la voglia di dare forma al flusso dei pensieri. Ci ritroviamo in attimi di silenzio e i pensieri si appesantiscono di ricordi e non possiamo farli sparire in questo modo. C'è l'esigenza di ricordare quello che proviamo e lo scriviamo freneticamente senza badare alla punteggiatura. io e te. Hai ricominciato anche tu grazie a dio, come al solito scegli parole migliori delle mie. Hai detto che sei genio e sregolatezza e io ti ho preso in giro e te lo sei meritato.
Ore 23:00.
Stanotte non prendo sonno senza di te, forse perchè al telefono mi sei sembrato cupo e io ho paura. L'inverno lo passeremo insieme e andremo in quel parco berlinese di cui mi hai raccontato. Quello dove c'è la battaglia con le palle di neve. Ci faremo male. Ci faremo del male. Spero di no. Buonanotte a te, ai miei pensieri, alla mia insonnia, ai miei dialoghi inespressi. Io riposo qui, nell'immobile.
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11/11/10
Tristissima la nuova foto col cane
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