© Mafa
Stanotte ho fatto un incubo e pensavo fosse la realtà. Stanotte il cuore stava per scoppiarmi, stanotte il cuore mi batteva. Di nuovo,forse. E' durato ore e ore e io che pensavo fosse tutto reale e correvo. C'ero io che correvo per rimediare ai miei errori, per avere l'ultima parola e dire che "mi dispiace ma non posso". Scendevo delle scale ripide e tortuose per raggiungere la mia coscienza forse. Non lo so cosa volevo raggiungere. Qualcosa che fuggiva e non sarebbe ritornato più,credo. Io la mia mente in fase REM non la sopporto e voglio dimenticare questo incubo che credevo così reale. Forse se tu fossi rimasto sul divano con me questo incubo io non l'avrei mai immaginato. C'era tanta gente che beveva e della musica di merda, io regalavo un braccialetto ad una ragazza appena conosciuta, cortese e molto carina. Poi una strada in discesa e un portone di ferro arrugginito. Il mio cuore che si agita e la tachicardia. Tu dove eri? Io volevo andare via ma tu non c'eri. Arriva la fiera delle belle intenzioni e delle falsità. Eccola appoggiata a quel portone l'ipocrisia. Egoismo e ipocrisia e io che gli sussurro "mi dispiace ma non posso". Arrivi tu finalmente. Arrivi tu che mi proteggi dai lacrimogeni e io ti abbraccio forte, sinceramente, ma ho bisogno di correre. Corro giù per le scale fin quando non ho più fiato e poi mi sveglio. Sono rimasta per quidici minuti con gli occhi al soffitto per capire se era successo davvero.
( Ascolto: Le Luci della centrale elettrica - Lacrimogeni )
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